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5 motivi per il NO al referendum

 


 
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News > Costume e Società

5 motivi per il NO al referendum



Ecco 5 spunti di riflessione rivolti verso chiunque sia deciso ad andare a votare il referendum sulla riforma costituzionale Boschi-Renzi:

1) PERCHE' IL BICAMERALISMO PERFETTO E' STATO PROGETTATO COSI'? - Il bicameralismo paritario è uno strumento lento ma solido e studiato per reggere all'urto di tutti quei personaggi che intendono personalizzare la politica a proprio vantaggio (dei quali abbiamo avuto esempi decisamente lampanti). Il fatto che le proposte di legge, ad ogni modifica, vengano revisionate fino a totale "accettazione" è una questione di democrazia più che di burocrazia.

2) EFFICACIA O VELOCITA' NEL LEGIFERARE? - Il bicameralismo paritario può essere migliorato ma è preferibile, in primis, che le leggi vengano approvate con efficacia e coerenza piuttosto che con rapidità. Sta agli italiani, attraverso il voto, creare le condizioni perchè ci sia governabilità: il popolo va rappresentato e mai scavalcato.

3) TROPPE MODIFICHE PER UN SOLO SI' O NO - Senza scendere nel merito, se anche solo il 25% del valore qualitativo (non quantitativo) delle modifiche non ci soddisfa, come cittadini, dovremmo essere naturalmente ed eticamente tenuti a non acconsentire ad alcuna alterazione (soprattutto se stiamo parlando di un documento importate come la Costituzione).

4) L'ATTUALE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON E' STATO SCELTO DIRETTAMENTE DAI CITTADINI - La Costituzione va modificata (se è il caso) il più possibile di comune accordo tra i rappresentanti politici perchè tange ogni cittadino e le leggi stesse che questi deve rispettare. Anche solo il fatto che l'Italia sia così divisa è segno che un cambiamento non è ben accetto e auspicabile.

5) IL POPOLO PERDE POTERE INVECE DI GUADAGNARNE - La riforma accentra il controllo di decisioni che non vanno prese alla leggera e lontano dai territori di applicazione (energia, infrastrutture, ecc.); inoltre le modifiche non avvicinano il popolo alla scelta dei propri rappresentanti nel senato ma lo allontanano; infine, oltre a tutto questo, subiamo un vero e proprio colpo basso per quanto concerne le leggi di iniziativa popolare che, per poter essere presentate, invece di 50.000 firme ne necessiteranno un minimo di 150.000.

Ci sarebbero molte altre cose da dire ma abbasseremmo la discussione a livello partitico e questo non ci interessa. AAC ha sempre sostenuto la parte della democrazia condivisa, questa riforma (con tranelli e falsi "contentini") non va in questa direzione.

Per noi è "NO".

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29
NOV
18:24
 













Scritto da:
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