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Meeting di Rimini 2014. Stare di fronte alla crisi.

 


 
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News > Costume e Società

Meeting di Rimini 2014. Stare di fronte alla crisi.



L'individuo sembra essere diventato una sabbia mobile

Nell'evoluzione sociale, giungendo alla società contemporanea, l'individuo si è focalizzato ed è emerso, si è affermato come singolo. E' nata una forte tendenza all'individualismo. Vogliamo condurre una vita nostra. Quando parliamo del lavoro, sempre più spesso parliamo del nostro lavoro. Così, nello stesso modo, quando parliamo di soldi, potere, amore, Dio.

In concomitanza, oggi è avvenuto un altro fatto. Il singolo è continuamente esposto ad una catastrofe. Per i nativi del nostro mondo, è avvenuta una erosione delle istituzioni della nostra società: dall'ambiente al matrimonio, al lavoro, all'occupazione e così via.

L'individuo inizia a vivere un'insicurezza antropologica. L'individuo è una sabbia mobile. Egli sembra il centro della realtà, ma, in verità, ne è una periferia, che, anzi, chiede di essere protetta.

Egli rischia di essere solo. Di essere insicuro.



Intervento di Eugenio Mazzarella: La crisi è crisi di crescita.

Eugenio Mazzarella è Ordinario di Filosofia Teoretica all'Università degli studi di Napoli FedericoII. Studioso di Nietzsche, è uno degli interpreti principali di Martin Heidegger. Ha descritto la società contemporanea in "Tecnica, antropologia, nichilismo", con un titolo molto esplicativo. Ed ha poi pubblicato: "Vie d'uscita".



L'autore delinea l'immagine del nostro habitat sociale.

Il tenore di vita si è notevolmente innalzato, a partire dalla metà del secolo scorso, sempre in crescendo. Il tenore di libertà sembra essere molto alto, soprattutto in confronto ad altre realtà, in altri continenti. Elementi fondamentali sono stati il formarsi della globalizzazione e l'apparire della rete digitale. La famiglia è diventata molto elastica e si afferma una notevole tendenza all'unisex. La caratteristica della flessibilità si manifesta emergente. E il soggetto subisce uno "shock antropologico" (Ulrich Beck). Non solo. L'individualizzazione contiene il rischio-solitudine. In quindici anni sta cambiando tutto. Cambiano le istituzioni sociali. Tutto appare da ridefinire fino alla famiglia, fino alla sessualità. Ciò che ha sempre avuto bisogno di secoli per accadere, oggi avviene vorticosamente.

E' per questo che viviamo una Crisi Antropologica, con la lettera maiuscola. Troppo liberi per essere liberi. Forse non siamo all'altezza, afferma il filosofo. E la posizione diventa subito di sfida. La libertà, è vero, non è facile da gestire. Vedi, del sociologo Ulrich Beck, "I rischi della libertà. L'individuo nell'epoca della globalizzazione".

E Mazzarella avvia subito un pensiero positivo, parla di una crisi di crescita, che ha in sé i mezzi di soluzione. Questa è l'esatta disposizione con cui affrontare il nostro orizzonte.

La libertà ha anche un volto oscuro.

Lo smembramento della antropologia storica, può portare al relativismo etico. E' necessario considerare questo rischio in maniera positiva. Considerarlo co-fattore di evoluzione. Anche quando sembrerebbe portare al nichilismo. La libertà ha anche un volto oscuro. Deve compiere il proprio percorso. E' fallibile. E', questa, una caratteristica profondamente umana.

Nietzsche aveva previsto il Nichilismo etico, come l'ospite più scomodo, anzi, come l'ospite più inquietante, per i prossimi due secoli, che si sarebbero susseguiti dopo di lui.

Non è un processo irreversibile. Non si riduce tutto "alla pazienza di aspettare la fine della festa". Forse, questa volta davvero, sarebbe troppo poco umano.

La crisi è, e sia, provocazione.

Commenti (0)

 

12
SET
18:06
 













Scritto da:
Giancarla_Vietti
 

 

 



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