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Sulla

 

 
Articolo letto: 864 volte

News > Articoli e Filosofia

Sulla "concretezza" della filosofia



La filosofia è "amore del sapere": con questa espressione non voglio intendere soltanto una spiegazione etimologica, ma soprattutto la definizione della natura stessa della filosofia. Infatti, quest'ultima, è una disciplina come tante altre dotata di un metodo, di una logica che investe il suo modo di procedere e tendente ad uno scopo. Georg Wilhelm Friedrich Hegel, filosofo dell'Ottocento, ha sapientemente illustrato la questione relativa allo statuto della filosofia in un paragrafo della Prefazione alla Fenomenologia dello Spirito, la sua prima opera sistematica. Il paragrafo a cui mi riferisco, nella sua brevità, riflette tutta la complessità del pensiero hegeliano e ne racchiude il senso. Dire che il termine "filosofia" significa "amore del sapere" equivale ad ammettere che la "filosofia" è un sapere concreto, "reale", per dirla con Hegel finalizzato alla ricerca della "verità", rappresentando quest'ultima un bisogno per il filosofo: proprio in ciò risiede la scientificità di ogni indagine filosofica. Pertanto, se "conoscere" vuol dire elaborare dei concetti, dal punto di vista di Hegel è soltanto nello sviluppo della razionalità che questi ultimi si plasmano. Ci troviamo di fronte alla presa di coscienza non solo dello scopo conoscitivo della filosofia in quanto scienza, ma anche del ruolo che essa riveste nel contesto scientifico. Infatti, essa non svolge semplicemente una funzione di comprensione o contemplazione, ma il suo compito deve essere quello di "edificare" la realtà conoscitiva. Questa capacità costruttiva ci permette di inquadrare la filosofia nelle vesti di "scienza madre", riferimento per tutte le altre.

Commenti (0)

 

27
SET
09:57
 













Scritto da:
81GC56VM
 

 

 



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Pillola rossa o pillola blu?

Avete presente Matrix? Voi cos'avreste scelto? Preferireste conoscere anche se significa dover combattere contro una realtà sconvolgente e terribile o no? Perchè? [ Modificato da Pollina il giorno 19 Aprile 2010 alle ore 23:27:02 ]

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Risposta 1

Non saprei... così su due piedi un po' tutti diremmo di essere capaci di affrontare la realtà.A volte credo di avere un inconscio timore della verità: senza pensarci su,fingo di non riuscire a capire, mi comporto sempre da scettico e mi lancio poco nell'indagare. Eppure non mi sento sereno come dovrei essere a questo punto nella mia vita, perchè sento che quello che vediamo e che ci viene det

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Risposta 2

Nessuna delle due, la mia verità la devo trovare da solo e non sarà certo un pelato con occhialini e impermeabile di pelle a scindere la mia vita tra finzione e realtà. Non serve un elaborartore per finire in un sistema a chiuso, sfruttato e controllato: ci siamo già dentro. Dovendo proprio scegliere metterei sulla bilancia la felicità mia e dei miei cari e deciderei. So anche non essere curioso...

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