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Disegno e Fotografia
Tecnica fotografica: paesaggi perfetti
Chi non è rimasto mai incantato a bocca aperta nell'ammirare scorci di terre vicine e lontane, tramonti fantascientifici, scampoli di paradiso terrestre immortalati dall'obiettivo di una Reflex? In fondo, ognuno di noi desidera inserire almeno uno di questi paesaggi perfetti nel proprio portfolio fotografico. Cominciamo con l'attrezzatura necessaria per fotografare un buon paesaggio e poi passiamo alle tecniche. Primo strumento essenziale è un ottimo treppiede, non risparmiamo su questo. L'ideale per la fotografia paesaggistica è una testa a tre movimenti che permette di livellare la macchina rispetto alla linea dell'orizzonte con semplicità. Altro must è il grandangolo. Se fotografiamo con una macchina a formato ridotto dovremo dotarci di un grandangolo più spinto se vorremo cogliere ampi paesaggi senza dovere scattare più foto e poi unirle in post produzione. Questo perché il formato ridotto introduce un fattore di moltiplicazione della focale dell'obiettivo di circa 1.5 - 1.6.
Ultimo, ma non per importanza, il filtro polarizzatore. Questo è fondamentale per ottenere cieli saturi contrastando i riflessi dovuti alle particelle di acqua sospese nell'aria.
Detto questo, passiamo alla tecnica di ripresa. Innanzitutto, per scattare fotografie di paesaggi dovremmo o svegliarci molto presto per fotografare all'alba o aspettare il tramonto. Questo perché, in questi due momenti della giornata, la luce è bassa all'orizzonte e molto morbida. Ciò conferisce una luce magica per le nostre foto e i colori risulteranno paradossalmente più saturi che se scattassimo in pieno giorno. Adesso soffermiamoci sull'apertura del diaframma da utilizzare. In un panorama avremo elementi in primo piano ed elementi in secondo piano. L'unico modo per tenerli tutti (o quasi tutti) a fuoco è chiudere abbastanza il diaframma dell'obiettivo. Evitiamo chiusure estreme che andrebbero a degradare la qualità dell'immagine, al limite facciamo diverse prove fino a trovare il giusto compromesso. I tempi di scatto si allungheranno di conseguenza, sia per il diaframma molto chiuso che per la scarsa luce presente. Per questo il cavalletto diventa fondamentale.
Cerchiamo per quanto possibile di inserire nella scena elementi su piani focali molto differenti tra di loro per dare una sensazione di profondità e di respiro. Inoltre, evitiamo di piazzare la linea dell'orizzonte proprio a metà, utilizziamo la regola dei terzi semmai e decidiamo se vogliamo dare più risalto al cielo o alla terra.
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